SOCIETA' OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO

La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Capracotta è chiamata anche società dei vetturini, infatti sulla facciata  della bandiera del sodalizio è impressa l’immagine di un cavallo.  Fondata  il 5 settembre del 1881,  da allora ha  un ruolo di primo piano durante i festeggiamenti in onore della Madonna di Loreto che è anche la protettrice dei viandanti di lunghi percorsi, come scrive Luigi Campanelli nella “La Chiesa Collegiata di Capracotta”.

I protagonisti della sfilata oltre ai cavalli, asini e muli che riccamente bardati la sera del sette e nella mattinata del giorno nove settembre accompagnano la statua della Madonna di Loreto sono: il presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso, il portabandiera e i vetturini/cavalieri.
 Il presidente per l’occasione indossa la fascia di colore verde dove sono impresse due mani che si stringono a pugno con il significato sia di darsi la mano in segno di saluto e rispetto, sia nel senso di solidarietà e di mutuo soccorso.
Tra i primi presidenti di cui abbiamo testimonianza fotografica va ricordato Achille Conti, come da foto risalente alla mattinata del 9 settembre 1928.
 Alla sua morte gli succede il figlio Vincenzino Conti che sarà presidente dagli inizi degli anni trenta fino alla prima metà degli anni 60.
Designato successore è Antonino Conti che per il suo carattere schivo e riservato non  presiederà alla sfilata, ma sarà sostituito da Geremia Sozio, successivamente sarà presidente il signor  Michelino Carugno fino ai primi anni settanta. In seguito subentrerà Mario Comegna attuale presidente del sodalizio.
 Alla sfilata dei cavalli partecipavano e partecipano tuttora rappresentanti di tante famiglie che  una volta svolgevano l’attività di vetturini e/o conducenti di muli. Questo antico mestiere oggi è scomparso, ma con  orgoglio le diverse generazioni conservano questa antica tradizione e perciò permane la  consuetudine di “vestire” i cavalli con coperte riccamente decorate dalle donne di Capracotta, panni sfarzosi e addobbi con fronzoli. Oggi oltre alle famiglie che storicamente partecipavano alla sfilata  si sono aggiunti nuovi componenti o gruppi di amici che con passione trovano i cavalli e procedono alla loro bardatura, con una propria originalità nel “vestire” il rispettivo cavallo, asinello o mulo.
Altro elemento fondamentale della sfilata dei cavalli è il portabandiera della Società di Mutuo Soccorso.  Tra i tanti che si sono alternati in questo ruolo, va ricordata la figura di Michele Monaco(“squarcione”) che la sera del sette settembre, all’imbrunire, con solenne gesto, tipico degli uomini del suo tempo, dopo aver fatto inginocchiare il proprio cavallo, impugnando con tutte e due le mani la bandiera del Sodalizio con al suo fianco il presidente e un terzo cavaliere,  rende omaggio alla Madonna di Loreto imitando con la bandiera il segno della croce. Il rito viene ripetuto  per tre volte, tutto il popolo resta in silenzio e commosso  partecipa all’evento.
Tra i portabandiera ricordiamo, anche, Italo Di Rienzo e Carnevale  Giacomo.
Subito dopo, singolarmente o a coppia, tutti i cavalli e relativi conducenti/vetturini rendono omaggio alla Vergine con l’inchino e inizia la solenne processione. Il corteo dei cavalli la sera del sette termina in piazza Ruggiero Conti (a  Sant’Antonio), mentre il Presidente, il portabandiera  e un terzo cavaliere scortano la Madonna fino alla Chiesa Madre.
 La tradizione vuole che i cavalli del presidente e del portabandiera, generalmente di color bianco, non siamo bardati, ma “nudi”, probabilmente, perché gli stessi simboli della Società di Mutuo Soccorso costituiscono  la bardatura. Il giorno otto settembre, durante la solenne processione  il presidente con a fianco il portabandiera, a piedi, accompagnano la statua della Madonna per le vie del paese. Il giorno nove, in mattinata,   si ripete la sfilata dei cavalli che tradizionalmente sono più numerosi della sera del sette e sono anche più riccamente “vestiti”, questo perché ogni vetturino/cavaliere ambisce al primo  premio per la migliore bardatura.

(Ing.  Sebastiano Conti)

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