SCULTURA EREMO CELESTINIANO

E’ questa la riproposizione di uno delle tanti eremi disseminati nel cuore della Maiella e … un omaggio di Capracotta ad uno dei figli più grandi dell’Alto Molise: Pietro Angelerio, diventato Papa con il nome di Celestino V.

La Croce Celestiniana, che schiaccia la testa del serpente, simboleggia la vittoria del bene sul male.

Tipi è l’acquasantiera, che raccogliendo da piccoli canali incisi nella roccia l’acqua piovana la fa debordare fino all’altezza della cerva con il suo cerbiatto nel segno di un forte rimando Biblico: “come la cerva anela ai corsi d’acqua così l’anima mia anela a Dio”.

In alto c’è il corvo che porta in bocca il pane all’eremita, secondo una tradizione biblica e Benedettina.

Nella roccia sono intagliati dei gradini per raggiungere la cella – altare con appigli per facilitare la salita.

Nell’altra parte che guarda Capracotta, la pietra inneggia alla civiltà della pastorizia, che Celestino V protesse, favorì e sviluppò.

(Settembre 2004)
Di Lorenzo Don Michele

                                                                 

L'INCONTRO TRA PAPA FRANCESCO E PAPA CELESTINO V

I due PapiMolto spesso Papa Francesco ricorda la figura di Celestino V, il Papa della Perdonanza e dell'Umiltà, che rinunciò agli infiniti poteri che gli venivano attribuiti dalla Chiesa per tornare alla sua vita di eremita.

Papa Francesco sulle orme di Celestino V conduce una vita semplice, identificandosi nel Papa del Gran Rifiuto per il suo modo di pensare, di agire e di operare,  ricordando ogni giorno ai popoli del mondo ed in particolare ai potenti della terra che per prima cosa bisogna soddisfare i bisogni dei più deboli, lontani dallo sfarzo delle ricchezze.

Questo è il messaggio che ci trasmette la scultura in alto rilievo su roccia, denominata "L'incontro tra Papa Francesco e Papa Celestino V",  un'opera d'arte che accomuna due grandi Uomini della Chiesa, predicatori di sani principi in cui si riconoscono non solo i credenti ma tutti coloro che si riconoscono nei principi di umiltà che Papa Francesco, sulla scia di Celestino V, ci ricorda in tutte le sue omelie.

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