LA SCUMMESSA DELLA GUARDATA

Capracotta è il simbolo più autentico della civiltà della transumanza che segnò per secoli l'Europa mediterranea, in particolare l'Appennino centro meridionale italiano dove antiche genti si spostavano tra pascoli di altura e di valle.  Un andirivieni con soste inizialmente provvisorie e poi definitive in alloggi di pietra e legno. In fondo i blocchi sannitici, i tholos e le case moderne dell'odierna Capracotta, altro non sono che le tappe di un unico percorso evolutivo dei modelli organizzativi capaci di innovazioni e di autonomia, ovviamente dentro i limiti propri della montagna. Le qualità dei pascoli di Capracotta garantivano e garantiscono prodotti, carni e formaggi, di particolare prelibatezza.


La Guardata è un'area di circa 90 ettari – di cui circa 10 destinati al Giardino della Flora Appenninica - che si estende da Capracotta fino alle pendici di Monte Campo e Monte Ciglione. Nel passato ha rappresentato una delle zone più appetitose per gli allevatori,  ed il giorno che veniva aperta al pascolo, cioè nel giorno in cui il Comune concedeva il permesso di accesso ai pascoli della Guardata, si svolgeva una vera e propria gara tra gli allevatori che cercavano di accaparrarsi l'angolo di Guardata ritenuto migliore rispetto ad altri, si "scommetteva la guardata", così era definita questa "corsa" al pascolo, che pare avvenisse la prima domenica di maggio.

 

 

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